Due giorni di... Umbria

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Non c’è niente di più bello che arrivare in un luogo, entrare in contatto con le persone che quel luogo lo vivono e conoscere curiosità che mai avresti scoperto se non avessi fatto quegli incontri. La piccola magia è accaduta in questo viaggio in Umbria. Pensando a questo weekend e documentandomi sulle disponibilità dei pernottamenti, avevo trovato un Bed and Breakfast che mi piaceva, sulle colline, vicino ad Assisi: posizione fantastica, camere accoglienti, i cani sono i benvenuti e le recensioni sui vari siti più che positive.

Ok, avremmo soggiornato lì. A dire il vero, mi ero un po' fissata, tanto che arrivato il momento di prenotare e non trovando più stanze disponibili su booking, ho deciso di chiamato direttamente la struttura, riuscendo a trovare una stanza libera. Poggio La Grognola si trova sulla strada che porta a Collemancio e dal suo giardino si gode di una bellissima vista su Assisi.

 

Amo organizzare le tappe dei miei viaggi, ma non sempre le cose vanno come da programma. Saremmo dovuti arrivare per l’ora di pranzo, l’idea era quella di fare sosta a Perugia per una visita e poi proseguire per raggiungere il nostro b&b in serata. Non avevamo fatto i conti, però, con le temperature della calda estate umbra e, arrivati a Perugia, è bastata un’ora per farci desistere, cambiando itinerario. Piccolo break con una bibita fresca per ritemprarsi e partenza per Collemancio; sistemazione in camera ed uscita nel tardo pomeriggio, dedicata all’esplorazione del piccolo borgo medievale - frazione di Cannara - che dal b&b si raggiunge in dieci minuti a piedi. La vista da lassù è veramente emozionante, siamo circondati da colline di olivi e c’è un tramonto bellissimo, lievemente velato dall’umidità accumulata da giorni e giorni di caldo afoso. Sul fronte della porta d’ingresso al borgo, lo stemma di Collemancio, mentre all’interno ci sono due strade principali e parallele che arrivano fino alla fine dell’abitato. Le prime notizie riguardanti questo castello risalgono al 1224, anno in cui Onorio III concedeva al vescovo di Assisi la giurisdizione temporale su Collismanci, ma si dice che le origini delle mura portino indietro nel tempo, addirittura a prima dell’anno 1000. Poco distante, nella parte sud occidentale, sulla pieve che domina gran parte della valle del Tevere, si trovano i resti dell'antico municipio romano Urvinum Hortense.

 

Terminato il tempo delle visite, è il momento di concentrarsi sulla cena, partiamo in auto alla ricerca di un locale tipico, consultiamo google per qualche consiglio e decidiamo di prenotare all’agriturismo Il Cerreto. Scelta azzeccata perché Matteo, il proprietario, è persona accogliente e preparata. Durante la cena, scopriamo come i due giovani fratelli Frascarelli abbiano deciso di portare avanti l’attività agricola familiare, declinata al biologico, aggiungendo i servizi di accoglienza con pernottamenti e ristorante. Assaggiamo gli ottimi salumi umbri, i formaggi con la marmellata alle cipolle (prodotta in azienda) e carne alla griglia, abbinati ad un Montefalco rosso biologico di un’azienda del luogo che ci promettiamo di visitare. Soddisfatti e muniti di bigliettino da visita, salutiamo Il Cerreto e rientriamo alla nostra dimora temporanea, dove il fresco venticello e il comodo giardino c’invitano a fare una tappa meditativa sul programma della giornata successiva. Poi, la buonanotte.

 

Il secondo giorno sveglia alle 7.30, pronti a mettersi in viaggio ma non prima di essersi ricaricati con una bella colazione. Posso assicurare, ora che l’ho provata, che fare colazione in questo posto ti mette in pace con il mondo. Durante la bella stagione, il breakfast viene servito nella veranda aperta sul giardino che è una meraviglia; ad accogliere gli ospiti c’è la padrona di casa, Gabriella, con plum cake allo yogurt, cheesecake ai frutti di bosco e dolce alle noci, home-made e sfornati da poco. La scelta spazia inoltre su affettati e insaccati locali, yogurt, cereali, tè, caffè e succhi di frutta. Devo confessare di non aver resistito alla tentazione dei dolci che ho testato uno ad uno e, confermo, non erano soltanto belli da vedere ma anche buoni da mangiare. Dovendoli raccontare, volevo essere certa al cento per cento e la cosa richiede un certo impegno.

 

Destinazione di questa mattina, Assisi, una città che confermo essere in linea con la filosofia francescana. Lungo le vie ci sono negozietti di souvenir ma i prezzi non sono da speculazione; tutte le chiese si possono visitare gratuitamente e al loro interno si possono ammirare i preziosi affreschi di Giotto, Cimabue, Martini, Lorenzetti e loro seguaci. Ero appena passata a salutare San Francesco nella sua Basilica che subito vengo messa alla prova: sono sotto il porticato e sento un prurito alla gamba, penso ad una formica, faccio per toglierla…invece è una vespa che mi punge e se ne va. Fa male, per fortuna non troppo, e in un luogo così ricco di spiritualità penso veramente ad una prova. Dopotutto, se vogliamo amare gli animali, dobbiamo rimanere amici di tutti. Vespe comprese. La nostra giornata prevede una tappa ristoratrice con acqua, frutta e piccolo riposino. Alle 18.30, siamo pronti a ripartire. La nostra meta è l’azienda che produce vini biologici, assaggiati la sera prima. Ci sono molte indicazioni, ma non è facile trovare la strada giusta per raggiungere l’Azienda Di Filippo. Ad aspettarci c’è Valeria che ci racconta come quest’azienda, fondata nel 1971 da Italo e Pina Di Filippo, sia cresciuta nel tempo, rispettando i tempi e gli equilibri della natura. 35 ettari, tutti biologici e biodinamici, di cui 10 in Agro foestry, progetto che si basa su sinergismo di più colture, realizzato in collaborazione con la sezione agraria dell’Università di Perugia. Protagonisti della catena di produzione sono, oltre che gli umani, anche le oche e i cavalli: le oche fungono da fertilizzante naturale e, pascolando fra i filari, mangiano gli insetti che potrebbero essere nocivi per la vite; i cavalli entrano in gioco in tutti quei lavori di forza che riguardano il movimento della terra. Come da legge, per i trattamenti che in questo caso sono comunque solo quelli autorizzati in agricoltura biologica, vengono utilizzati i trattori. I vini prodotti sono 17, con invecchiamento (a seconda del tipo di vino) in contenitori di acciaio, cemento o legno. Una linea di Grechetto e una di Sangiovese sono naturali, senza solfiti. Anche se, chiacchierando con Valeria, scopriamo che il quantitativo di solfiti contenuto nei vini delle altre linee è comunque molto basso.

 

Dall’azienda vitivinicola, ci spostiamo nel borgo di Bevagna che, pur non attiva in toto nell’ora in cui la stiamo visitando, (sono le otto di sera) è costellata da numerosi locali e localini adatti all’aperitivo o alla cena ed è animata da numerosi estimatori e turisti. Alla prossima occasione, magari in primavera o autunno e di giorno, mi piacerebbe visitare i laboratori nati in questo antico borgo. La nostra padrona di casa, Gabriella, ci ha dato alcuni consigli sui luoghi da visitare. Ovvi i percorsi che portano nei centri più grandi e conosciuti; più affascinanti, quelli che ti fanno scoprire i piccoli borghi e le curiosità che li riguardano. In questo caso, si tratta della riscoperta dei vecchi mestieri, che Bevagna ha saputo rivalutare creando dei veri e propri percorsi informativi ed esperienziali: artisti e maestri artigiani, fra cui cartari, ceraioli, tessitori e zecchieri, svelano ai visitatori i segreti dei mestieri medievali di cui si è voluta conservare la tradizione. Interessante sia per adulti che per ragazzi e studenti.La giornata si conclude in uno dei localini, nel borgo nel borgo di Bevagna, Torre del Colle.

 

Sveglia anche quest’oggi alle 7.30, colazione con nuove prelibatezze dolci e partenza, pronti a trascorrere le ultime ore in terra umbra. Passiamo da Matteo per comprare un po' di legumi bio, le salsicce di cinghiale e il lardo di colonnata. Tappa a Santa Maria degli Angeli per ammirare la splendida basilica dallo stile baroccheggiante che al suo interno custodisce la Porziuncola, una delle tre chiese restaurate da San Francesco. Chiesa nella quale San Francesco morì. Partiamo alla volta del Lazio, non prima di aver fatto tappa nei pressi di Torgiano per visitare la Fabbrica Birra Perugia, realtà fondata nei primi anni duemila dalle ceneri della storica Fabbrica della birra di Perugia, grazie alla volontà e all’impegno di un gruppo di amici. Scorta di birra per amici e parenti e via, verso nuovi lidi.