Lorenzo Dante Ferro, profumiere

Super User
Visite: 797

Sono pochissimi, circa 150 in tutto il mondo, e portano avanti un’arte antica e affascinante che ha a che fare con la conoscenza e l’applicazione, la fantasia e la pazienza. Sono i maestri profumieri, esperti nel riconoscere e legare essenze collegate all’uomo e alla natura.Qualche anno fa, in radio ebbi l’onore d’incontrare il maestro Lorenzo Dante Ferro, profumiere che vive in terra friulana.

O meglio, il suo laboratorio e lo studio creativo hanno sede in Friuli, mentre lui, quando non è impegnato a creare, è spesso preso da conferenze, lezioni e consulenze, con inviti che lo portano da una parte all’altra del mondo. Fortuna vuole che recentemente sia riuscita ad organizzare per Tv Capodistria una visita con intervista allo Studio creativo di Gradiscutta di Varmo, in provincia di Udine.

 

Al portone, ad accogliere me e la troupe abbaiando e scodinzolando c’è un batuffolo bianco, subito domato dal padrone di casa che ci fa strada. Ci raggiunge anche Cindy, una donna con un sorriso contagioso e un bellissimo accento americano, moglie e braccio destro del Maestro, esperta in marketing e strategie olfattive. Ci offrono un caffè...giusto per rompere il ghiaccio e ci raccontano le cose dalle origini, a partire dalla struttura che ci ospita; quella sede è un luogo particolare, in passato era una scuola elementare e al momento di decidere il sito di che sarebbe diventato lo studio creativo, Cindy e Lorenzo optarono per questo edificio che sentivano pieno di energie positive. Iniziava così l’avventura friulana. La struttura, in effetti, non è quello che si potrebbe definire un asettico e moderno centro di ricerca. Crea una sensazione fra il passato e presente insieme; ha il profumo della concentrazione ed elementi d’arredo che fanno volare con la fantasia.

 

“Nella mia famiglia si sono sempre utilizzati i profumi. Quelli delle nonne li ricordo benissimo – dice il Maestro - Violetta di Parma per quella parmigiana, Pino Silvestre per quella veneziana. Partivo avvantaggiato in questo senso, ma la vera occasione mi si presentò subito dopo il diploma in chimica. Colsi al volo un’opportunità offerta da un’azienda Svizzera che stava cercando apprendisti profumieri. Con gli anni, la conoscenza della chimica di base, addizionata all’esperienza e alle ispirazioni mi hanno permesso di creare profumi su misura”.

 

Italo Calvino aveva ragione: l’olfatto è il senso umano primario, utilizzato sin da quando siamo neonati per riconoscere la mamma; senso che ci permette di formare il ricordo olfattivo che guiderà la nostra vita emotiva anche da grandi. È ciò che ci permette di sentire vicino e rilassante o, al contrario, fastidioso e stressante, qualcosa che si presenta ai nostri occhi come nuovo, ma non è altrettanto nuovo al nostro naso. Insomma, spesso il profumo parla al nostro inconscio. Il maestro Dante Ferro paragona più volte il profumo alla musica e gli chiedo il perché. “Vede, qui dietro a noi? Qui dietro c’è quello che io chiamo l’organo dei profumi: i flaconcini sono le canne d’organo, in questo caso contengono gli olii essenziali che danno le note olfattive. La ricetta del profumo sarà lo spartito; combinando il tutto, otteniamo musica per il naso”. Il ragionamento non fa una piega e continuo ad ascoltare, rapita dai racconti che ci portano lontano nel tempo ma non nei luoghi. “Guardi questo libro, Notandissimi secreti dell’arte profumatoria è il primo trattato su profumi e cosmetici al mondo. Stampato nel 1555 da un udinese a Venezia, su ricettario del Giovanventura Rosetti. L’arte della profumeria nasce nel nostro territorio, poi viene esportato in Francia, ma le origini sono qui”.

 

La volontà di Lorenzo Dante Ferro è stata proprio quella di mantenere un legame ben saldo con questa terra. Dopo varie esperienze che lo hanno portato da Parigi a Londra, dagli Stati Uniti a Bruxelles, nel 1982 decide di tornare in Italia e fondare il suo laboratorio e lo studio creativo nelle terre di mezzo friulane, per lui continua fonte d’ispirazione artistica. Tradizione, legame con la natura e continuità, quest’ultima rappresentata da Leonardo, il nipote di Cindy e Lorenzo, giovane apprendista stregone che segue le orme dello zio. “La parte che riguarda il profumo personale è solo una minima parte del mondo della comunicazione olfattiva – racconta il Maestro - che spazia su tutti quegli odori che percepiamo, ma non ci vengono raccontati quando entriamo in un locale, in un albergo, in pasticceria, o altro luogo che ci fa stare bene (o meno bene). È una comunicazione che tiene conto di una parte sociologica e una psicologica, le quali ci permettono di individuare il profumo giusto per il cliente giusto”. Non a caso, Kylie Minogue adora i profumi per la casa del maestro Dante Ferro; Jovanotti ha voluto personalizzare, anche nel profumo, una serie di concerti, e tanti altri clienti attenti al dettaglio si sono fatti stregare dalle interpretazioni olfattive made in Friuli. Tanto per citare qualche nome...Armand Hammer, la già first lady americana Laura Bush, il principe saudita Abdul Aziz e la designer di gioielli Ann Hand.